Appassionato
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| -Giuro che non berrò mai più. Nemmeno un goccio. Piuttosto vado avanti a coca-cola.- Jody era riversa sulla tazza da poco meno di un’ora, ma già sentiva le ginocchia indolenzite e la schiena dolorante,per la brutta posizione in cui era costretta. Un nuovo fiotto di vomito caldo la costrinse a piegarsi ancora di più sulla tazza. La stava praticamente abbracciando,come fosse una grande amica. Quando non era costretta a raddrizzare un po’ la schiena e ad alzare la testa per vomitare, teneva appoggiata la fronte alla porcellana bianca,così fredda che le dava la sensazione di stare meglio. Peccato che quella sensazione durasse davvero poco,un nuovo conato la costringeva a rialzarsi ogni due minuti. Aveva bevuto davvero troppo, e come se non bastasse aveva accettato di provare quella droga nuova, di cui non ricordava il nome,che però sembrava non averle nemmeno fatto effetto. Aveva le lacrime agli occhi per lo sforzo di vomitare, e lo stomaco e la gola le bruciavano da impazzire,riusciva a sentire il sapore forte dell’alcol, per nulla coperto da quello dei succhi gastrici. Un altro conato, talmente forte da farle girare la testa. Pensò di svenire. “Calmati, qua oggi non sviene nessuno” disse tra sé, girando lo sguardo qua e là alla ricerca di un punto dove fissare lo sguardo. Glielo avevano insegnato al corso di pronto soccorso a scuola, dicevano che in caso di giramento di testa era un ottimo rimedio per far passare il disturbo. Finalmente gli occhi si fermarono su qualcosa, cercando di tenere lo sguardo fisso. Il giramento di testa cessò, e Jody si lasciò andare ad una risata isterica, seguita da un conato di vomito. Dopo quella notte, non avrebbe mai trovato niente di più divertente del bidet di casa sua. Era uno di quelli semplici, del vecchio tipo, senza miscelatore,ma con le due manopole per regolare la temperatura dell’acqua,che usciva da tre fori nella porcellana. Jody continuava a ridere anche mentre vomitava, stava seriamente rischiando di morire soffocata, ma non riusciva a smettere. C’era una rana in quel bidet! Quel bidet non era altro che un’enorme rana di porcellana!Una rana gigante con gli occhi e la bocca piccolissimi!Una rana obesa! -Che cosa ridi lurida sgualdrina ubriacona e drogata?Ci trovi forse da ridere nei miei occhi piccoli?eh? Rispondi se hai il coraggio!- Jody si girò nell’istante stesso in cui quella cosa che sembrava una piccola bocca da rana aveva cominciato ad emettere suono. Aveva il dito puntato contro il bidet e rideva, seminando vomito dappertutto. Qualcosa nell’espressione della rana la zittì. Come riuscivano, tre fori nella porcellana, ad avere un’espressione accigliata,non riusciva a spiegarselo, a parte il fatto che ovviamente se lo stava immaginando,perché era totalmente e indiscutibilmente ubriaca. O, ancora meglio, quella roba che Sue le aveva dato aveva fatto effetto. -Ma certo, ovvio che è così. Non c’è nessuna rana intrappolata nel bidet o scolpita nella porcellana, è la mia immaginazione, quella roba ha davvero fatto effetto. Fantastico, dovrò farla provare a Gil, non potrà resistere dopo che gli avrò raccontato questa storia- Uno sbadiglio in risposta. Jody tese l’orecchio, cercando di capire se avesse svegliato sua madre, o peggio ancora, suo padre. L’avrebbero chiusa in camera sua a doppia mandata se l’avessero beccata in quello stato. Ma dalla camera da letto non proveniva nessun suono, a parte il russare di Fonzie, il cucciolo di pincher nano adottato due mesi prima. Si lasciò andare ad un sospiro di sollievo. Stava cominciando a sentirsi meglio, l’effetto della pasticca che aveva preso, strano a dirsi,la stava aiutando a non pensare al bruciore di stomaco e all’alcol che aveva bevuto durante la serata,e il vomito sembrava essersi placato. Tirò lo sciacquone per eliminare gli ultimi residui di rigurgito rimasti attaccati ai bordi della tazza di porcellana, poi si spostò carponi verso il bidet, per sciacquarsi la bocca ed eliminare il brutto sapore che le era rimasto. Girò la manopola, e quello che uscì non era acqua. Jody non ci fece caso e continuò a fare i gargarismi con quel liquido rossastro che tutto sembrava fuorché acqua. La bocca della rana intanto,continuava a blaterare: -Non sono una rana! Non sono una rana! Non sono una rana!- La ragazza non gli diede nemmeno ascolto, e andò a dormire. Dormì di un sonno profondo,senza sogni. L’indomani si svegliò di buon’ora e corse subito in bagno per farsi la doccia. Mentre si spogliava davanti allo specchio,notò delle croste rossastre accanto alla bocca. -Ma che diavolo è questa roba?Può essere che quella schifezza sia ancora in circolo, e che abbia ancora le allucinazioni?- Ma no che non poteva essere, si sentiva bene,lucida,sveglia, e poi,dopo ieri notte non doveva esserci rimasto nulla nel suo stomaco. Si guardò di nuovo allo specchio,e un brivido le percorse la schiena. Si girò verso il bidet ,in attesa. Nessun segno dai fori nella porcellana. Tornò a guardarsi allo specchio, decisamente più tranquilla. Fu allora che sentì un risolino. Si girò di scatto, giusto in tempo per vedere i fori nella porcellana farle l’occhiolino. Jody non riuscì a trattenere un conato di vomito.
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