Ci sono quei giorni in cui un'unica frase domina la mia testa: oggi è stato uno di questi.
Non mollare, mai.Eppure molte cose mi urlano contro che dovrei smetterla di inseguire questi stupidi sogni; smetterla di perdere tempo dietro a qualcosa per cui, magari, non ho nessun talento. Smetterla di coltivare qualcosa che non mi darà un lavoro o un futuro.
Qualche anno fa i miei sogni erano così chiari, ben delineati nella mia mente: volevo fare la ricercatrice, punto e basta.
Mi facevano compassione le persone prive di sogni, quelle che non sanno cosa fare della propria vita: bene adesso potrei arrivare ad avere compassione di me stessa, se solo il mio orgoglio non me lo impedisse.
Solo ultimamente ho capito che, in realtà, tutti hanno un loro sogno, ma talvolta è così lontano che si preferisce cancellarlo dalla mente. Ci si sente così inadatti, così megalomani anche solo a pensare di essere un dilettante in quel campo, che si preferisce mollare.
Altre volte, è così difficile trovare il tema principale della propria vita, il proprio talento, che questa ricerca potrebbe durare una vita intera.
Mi faccio forza e penso che ognuno abbia il diritto di tentare e che solo chi tenta vive davvero.
La verità è che inseguire i propri sogni fa paura, perchè significa rischiare. Solo rischiando, però, si è se stessi, e ci si sente vivi davvero.
Scrivere, per me, significa questo, essere me stessa. E allora sento di poter camminare a testa alta nel mondo, perchè anche io ho una mia identità, una mia complessità di persona.
"Sono una persona nel mondo", mi ripeto quando devo affrontare una situazione difficile. Allora mi sento "piena", quasi completa, più vicina alla perfezione.
Il problema è quando sento che non sia questa la mia vera completezza.
"Non dire mai che i sogni sono inutili, perchè inutile è la vita di chi non sa sognare" (Jim Morrison)
"Viviamo nel ricordo di chi ci ama" (da "Lombra del vento", Julian Carax)