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Come scrivere un romanzo

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Come scrivere un romanzo, Consigli per iniziare a scrivere il vostro libro
view post Posted on 1/7/2009, 14:29P_QUOTE
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Andrea Mucciolo

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Come scrivere un romanzo

di Andrea Mucciolo - vietata ogni riproduzione, anche parziale

http://www.andreamucciolo.com



Estratto del libro:
come diventare scrittori oggi

Come diventare scrittori oggi, di Andrea Mucciolo

Eremon Edizioni

Vademecum per aspiranti scrittori



Vi sono tre regole fondamentali per scrivere un romanzo. Per sfortuna, nessuno le conosce. William Maugham

Quando si deve scrivere un romanzo, è necessario essere molto precisi e severi, mi spiego meglio. Finché si tratta di scrivere racconti brevi, possiamo tranquillamente lasciarci andare, farci guidare semplicemente ed unicamente dal nostro estro creativo, senza preoccuparci di eventuali e vessatorie regole da seguire. Ad esempio Raymond Carver, sosteneva di non conoscere mai il finale di un suo racconto prima di iniziare a scrivere: un’idea gli ronzava per giorni nella testa, e durante la stesura del racconto decideva il finale. Ma stiamo trattando di racconti brevi, nei quali se anche dovessimo commettere un qualche errore di contenuto, non ci sarebbe molto problematico sistemarlo. Quando invece ci avventuriamo nel territorio impervio del romanzo, allora vi dico che purtroppo, queste regole da seguire ci sono, non ne possiamo fare a meno. Questo, l’ho imparato sulla mia pelle, scrivendo e pubblicando un romanzo e diversi racconti, e rendendomi conto che ciò che avevo inizialmente previsto, non ha sempre avuto l’esito da me sperato e dato per scontato. Ma procediamo con ordine.

Per prima cosa, e intendo prima ancora di mettervi al computer a scrivere, rispondete con assoluta sincerità alle seguenti domande:
A quale genere letterario apparterrà il mio romanzo? (fantasy, horror, sentimentale, ecc.)

A chi sarà principalmente indirizzata questa mia opera? (adolescenti, adulti, gente comune, pubblico colto, pubblico di esperti in un settore, ecc.).

L’idea che sta alla base di questo mio romanzo, è originale, costituisce una vera novità oppure è stato già scritto qualcosa di simile? (ovvio che non avrete mai la certezza assoluta che non sia stato pubblicato nulla di simile, non potete conoscere tutti i libri pubblicati, ma se la vostra storia parla di un principe che rinuncia al trono per sposare una donna del popolo, beh, pare chiaro che come idea tanto nuova non è).

Con questa mia opera, posso realmente apportare un mio utile contributo al panorama letterario italiano?

Ho le capacità per scrivere da solo questo genere di romanzo, oppure ci sono argomenti per i quali necessiterò di aiuto e consulenza?

Rispondendo con sincerità a queste domande, vi costruirete le fondamenta di tutta la vostra opera. Fondamenta che dovranno essere forti abbastanza per sostenere tutto il peso di una trama spesso molto complessa ed elaborata. Senza basi solide, non si va avanti e tantomeno si arriva al traguardo finale.
Fatto questo, è arrivato il momento di iniziare a scrivere, tuttavia, anche qui, la calma è d’obbligo:
anche se la vostra foga creativa è alla massima potenza, e siete bramosi di riversare su carta il torrente di idee ed emozioni di cui siete vittime, è bene darvi un’ulteriore bella calmata e considerare quanto segue, onde evitare di ritrovarvi con duecento pagine da buttare e un romanzo che andrebbe riscritto da capo. Prima di iniziare a scrivere, sarebbe opportuno crearvi una piccola scheda descrittiva dei vostri personaggi, o almeno del protagonista, per evitare di confondervi durante la scrittura e per avere sempre un punto di riferimento mentre state scrivendo.


Prosegue qui: http://www.galassiaarte.it/Come_scrivere_un_romanzo.html

 
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† Abigaille Danai Thalia †
view post Posted on 24/7/2009, 23:08P_QUOTE

Utente cancellato






Concordo con tutto, soprattutto col fatto di ragionarci su anche se si è in piena "illuminazione" e si vorrebbe scrivere di getto. Io per esempio quando avevo finito di scrivere il terzo capitolo del mio libro ero entusiasta, ma poi andandolo a rivedere pochi giorni fa mi sono accorta che una parte descrittiva del capitolo era praticamente da rifare, era talmente contorta che io stessa faticavo a capire XD

L'unica cosa che mi lascia leggermente a bocca asciutta è il domandarsi se si può donare il prorpio contributo al panorama letterario italiano.
Premetto che, pur avendo letto molto e scritto da quando a sei anni ho imparato, potrei anche sbagliarmi su alcune percezioni ricavate da determinate affermazioni.
Secondo me una persona scrive quando ne sente la necessità, quanto sente che è un piacere per se stesso raccontare qualcosa e vedere altri che si interessano a ciò che racconta. Spesso la scrittura è anche una valvola di sfogo per quando ci sentiamo giù di morale, un metodo per esprimere la propria felicità quando non vi si riesce verbalmente, una mezzo con cui divertirsi e posare su carta personaggi e trame avvincenti o crearne di nuovi.
Genericamente non credo che ognuno di noi, ogni qualvolta che decide di scrivere un racconto o un romanzo, si ritrovi a pensare : "Il mio libri sarà il più venduto ? Riuscirò ad avere un posto fra gli scrittori che hanno contribuito ad allargare gli orizzonti del nostro panorama letterario ?".
Penso che se nella scrittura si parta con quest'idea in mente ciò che andremo a scrivere perderà di ciò che abbiamo considerato precedentemente poiché troppo presi da quello che vorremmo scrivere per fare colpo sui lettori.
Certo, non dico che nessuno debba pensare a queste domande, ma serve porsi quesiti simili se vanno ad intaccare ciò che avevamo già ideato ? E le risposte che ricaviamo da essi riescono a soddisfarci abbastanza da non pesare come una ghigliottina sul capo dei lettori ?
 
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view post Posted on 25/7/2009, 06:53P_QUOTE
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Andrea Mucciolo

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Diciamo che quelle domande vanno poste solo nell'ottica della pubblicazione. E' ovvio che il proprio estro creativo non va in alcun modo limitato o vessato da queste regole, ma quando si aspira a pubblicare un libro, porsi queste domande è un modo per osservare la propria opera con occhi più maturi, per esserne maggiormente sicuri o magari per decidere se riverderla in alcune sue parti, magari troppo deboli. Sicuramente un lavoro del genere non è facile, ma spesso, sempre per il discorso della "foga creativa" potremmo scrivere opere banali, già viste, ecco perché domandarsi il contributo che potremmo apportare col nostro libro, è un modo per guardare la nostra creatura in maniera più distaccata e matura, visto che scriviamo anche (e qualcuno soprattutto) per gli altri.

Ciao!

 
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view post Posted on 25/7/2009, 17:11P_QUOTE
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Io a gennaio avevo un amico che stava scrivendo un fantasy, con elfi, nani, draghi e tutte le classiche creature del fantasy. Un giorno mi fece leggere un capitolo del suo lavoro. Metre leggevo però mi accorsi subito che era fatto a puntino per "piacere" agli altri. Poi un giorno mi dide che vuole far pubblicare il libro per il solo scopo di fare una barca di soldi senza lavorare, e io mi misi a ridere perchè quello non potrà mai essere un romanzo da miglioni perchè non piaceva nemmeno a lui.

Io credo che se non scrivi per te stesso, di certo non puoi scrivere per gli altri.

Sbaglio forse?? :huh: :unsure:

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view post Posted on 27/7/2009, 18:19P_QUOTE
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Andrea Mucciolo

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Sicuramene il romanzo deve piacerti (ai grandi nomi non importa: fa tutto il bravo editor di turno o peggio ancora il ghost writer) devi solo chiederti, oltre che a te stesso, a quali altre persone potrebbe piacere la tua opera. Voglio dire, se scrivi un romazo sentimentale per un pubblico femminile, non ci metti dettagli truculenti. Se fai qualcosa che non è né carne né pesce, non troverai il pubblico di appasionati che ti seguiranno e apprezzeranno.

 
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view post Posted on 28/7/2009, 13:46P_QUOTE
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Bisogna fare una bella analisi di mercato prima di scrivere un libro.
Io consiglierei anche di leggere un bel saggio sul marketing.

Non mi trovo d'accordo su questa frase:

CITAZIONE
Io credo che se non scrivi per te stesso, di certo non puoi scrivere per gli altri.

Il detto "gli altri siamo noi" è una frase fatta ma estremamente vera.

Noi siamo portati a pensare che i nostri sentimenti sono esclusiva nostra, nessuno ci capirebbe, nessuno potrà mai sapere e bla bla bla: sbagliato.

I sentimenti sono più o meno uguali per tutti, ognuno se li scrive e se li legge come vuole, quindi in un certo senso ciò che io scrivo per me può andar bene per milioni di persone che non mi conoscono. Se non fosse così, la letteratura sarebbe morta da tempo. ;)


 
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view post Posted on 28/7/2009, 19:09P_QUOTE
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CITAZIONE (Pikadilly @ 28/7/2009, 14:46)
Bisogna fare una bella analisi di mercato prima di scrivere un libro.
Io consiglierei anche di leggere un bel saggio sul marketing.

Non mi trovo d'accordo su questa frase:

CITAZIONE
Io credo che se non scrivi per te stesso, di certo non puoi scrivere per gli altri.

Il detto "gli altri siamo noi" è una frase fatta ma estremamente vera.

Noi siamo portati a pensare che i nostri sentimenti sono esclusiva nostra, nessuno ci capirebbe, nessuno potrà mai sapere e bla bla bla: sbagliato.

I sentimenti sono più o meno uguali per tutti, ognuno se li scrive e se li legge come vuole, quindi in un certo senso ciò che io scrivo per me può andar bene per milioni di persone che non mi conoscono. Se non fosse così, la letteratura sarebbe morta da tempo. ;)

Sì, ma qui sorge un problema etico: che scrittore è uno che scrive per gli altri? :P

 
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view post Posted on 28/7/2009, 19:12P_QUOTE
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Bella domanda, attendo risposte ^_^ !!

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Andrea Mucciolo

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CITAZIONE
Sì, ma qui sorge un problema etico: che scrittore è uno che scrive per gli altri?

Uno che ha successo! :D

 
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CITAZIONE (Rat-man#21 @ 28/7/2009, 20:09)
CITAZIONE (Pikadilly @ 28/7/2009, 14:46)
Bisogna fare una bella analisi di mercato prima di scrivere un libro.
Io consiglierei anche di leggere un bel saggio sul marketing.

Non mi trovo d'accordo su questa frase:

CITAZIONE
Io credo che se non scrivi per te stesso, di certo non puoi scrivere per gli altri.

Il detto "gli altri siamo noi" è una frase fatta ma estremamente vera.

Noi siamo portati a pensare che i nostri sentimenti sono esclusiva nostra, nessuno ci capirebbe, nessuno potrà mai sapere e bla bla bla: sbagliato.

I sentimenti sono più o meno uguali per tutti, ognuno se li scrive e se li legge come vuole, quindi in un certo senso ciò che io scrivo per me può andar bene per milioni di persone che non mi conoscono. Se non fosse così, la letteratura sarebbe morta da tempo. ;)

Sì, ma qui sorge un problema etico: che scrittore è uno che scrive per gli altri? :P

Rettifico: SOLO per gli altri e non per sè

CITAZIONE (Andrea Mucciolo @ 28/7/2009, 20:12)
CITAZIONE
Sì, ma qui sorge un problema etico: che scrittore è uno che scrive per gli altri?

Uno che ha successo! :D

Il mio discorso è etico, uff <_<
Lo so che Stephen King è il tuo modello commerciale :P

 
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Andrea Mucciolo

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CITAZIONE
Lo so che Stephen King è il tuo modello commerciale

Giusto commerciale, una volta mi piaceva, poi l'ho parzialmente rinnegato -_-

 
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view post Posted on 28/7/2009, 19:18P_QUOTE
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Io mai letto un suo libro... quindi non posso giudicarlo se non commercialmente :P

 
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view post Posted on 28/7/2009, 19:20P_QUOTE
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Sono sempre stata convinta di una cosa: chi scrive su carta/pc/cartaigenica lo fa con un unico scopo inconscio: farsi leggere.

Sbaglio? Poesse, come dicono qui da me.

Ho mille pensieri per la testa, sono miei, li scrivo e li leggo ogni giorno nel mio cervello, non voglio che gli altri li leggano e infatti non dono loro la vita su carta/muri/scontrinidellaspesa.

C'è questo mito dello scrivere per se stessi, si scrive per se stessi sempre, anche quando scrivi pensando al guadagno: lo fai comunque per te. :P

A parte gli scherzi.
Scrivere, dipingere, cantare, ballare, suonare il flauto alle mucche ecc ecc, sono tutte forme di arte. L'arte non ha logica, non ha etica, non ha pareri e non ha regole.

Lo so, fa figo dire "scrivo per me", ma non rende lo scrittore migliore di quello che scrive per gli altri. Queste sono le ennesime leggi morali che l'uomo ha voluto imporre all'arte. ;)




 
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Tutti gli scrittori scrivono per essere letti, che è diverso da scrivere per gli altri ;)

 
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Andrea Mucciolo

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Finalmente una persona che dice quello che nessuno ha il coraggio di dire: noi scrittori siamo egocentrici, vanitosi, esibizionisti.

Sputiamo i nostri pensieri su carta e diciamo che scriviamo per noi, ma in realtà il chiodo fisso della pubblicazione non ce lo levano dalla testa neanche con una gru. Io scrivo perchè voglio farmi leggere. Se poi ho dei pensieri (come tutti) non ho necessità di scriverli. Molte persone tengono un diario, io rispetto questo, ovviamente, ma a me non è mai interessato. Fare tutta quella fatica senza poi la soddisfazione di vedermi leggere.
La mia soddisfazione è sapere che qualcuno mi legge e mi apprezza.

E l'arte non ha legge. Altrimenti sarebbe Fisica, Matematica, ma non Arte.


Grazie!

 
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21 replies since 1/7/2009, 14:29
 
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